Tag: sostenibilità

On line il nuovo numero di CPMC – Cuoio, Pelli e Materie Concianti
On line il nuovo numero di CPMC – Cuoio, Pelli e Materie Concianti

E’ disponibile on line il Numero 1 – 2019 di CPMC – Cuoio, Pelli e Materie Concianti, il magazine ufficiale dal 1923 della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti.

 

Questo numero è incentrato sulla problematica dell’ingiallimento. I cuoi chiari, soggetti al fenomeno, rientrano nella categoria di materiali per il mercato del lusso e della moda di alta gamma. La Stazione Sperimentale ha studiato le numerose cause dei difetti del colore della rifinizione, con particolare riferimento all’ingiallimento della superficie del materiale, nonché le possibili soluzioni tecniche.

 

Il numero si apre con l’Editoriale del Presidente Graziano Balducci, che dopo un Bilancio dell’anno 2018 narra le prospettive per il 2019, poste in essere dalla nuova struttura. Il trasferimento della SSIP – avvenuto in questi giorni – presso un moderno e funzionale immobile, all’interno dell’Area Ricerca Olivetti, consentirà la completa e definitiva implementazione delle misure programmate nel piano di rilancio e sviluppo finalizzato a posizionarsi quale competente Centro di Ricerca Nazionale per l’Innovazione, in grado di erogare servizi e sviluppare progetti orientati allo sviluppo dell’industria conciaria e dei settori utilizzatori di cuoio.

 

Seguono gli editoriali di Fulvia Bacchi, direttore generale dell’Unione Nazionale Industria Conciaria, e di Luigi Nicolais, Consigliere scientifico SSIP.

 

Serena Iossa, Responsabile del Politecnico del Cuoio, illustra il Piano di divulgazione scientifica. Sono state assegnate otto borse di studio e realizzati nove workshop formativi, rivolti alle aziende conciarie e utilizzatrici del cuoio tenuti dal personale tecnico della SSIP. Infine, sono stati affidati alla SSIP dei corsi di formazione specialistica richiesti direttamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall’Università la Sapienza.

 

E ancora, le ultime attività dei Distretti Industriali di Arzignano, Solofra e Santa Croce sull’Arno, le pubblicazioni internazionali della Biblioteca sul tema dell’ingiallimento.

 

La rivista è distribuita e presentata a Lineapelle Milano (20 – 22 Febbraio 2019), nello stand della Stazione.

 

Per consultare e scaricare la rivista, occorre accedere alla sezione “Magazine CPMC” del sito e registrarsi oppure inserire le proprie credenziali.

 

 

Nasce il marchio Made Green in Italy per i prodotti in pelle
Nasce il marchio Made Green in Italy per i prodotti in pelle

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 maggio il Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato Made Green in Italy, adottato dal Ministro dell’Ambiente lo scorso 21 marzo.

SSIP, il Dg Imperiale nel Consiglio direttivo del Cluster Spring
SSIP, il Dg Imperiale nel Consiglio direttivo del Cluster Spring

Il Direttore generale della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti (SSIP), Edoardo Imperiale, è stato eletto componente del Consiglio direttivo del Cluster Spring per il triennio 2017-2020.

 

Spring è il Cluster nazionale della chimica verde nato nel 2014, di cui la Stazione Sperimentale Pelli è partner nell’ambito delle attività del Politecnico del Cuoio. L’obiettivo è aggregare soggetti innovativi lungo tutta la filiera della chimica da fonti rinnovabili, per contribuire a consolidare un modello italiano di bioeconomia volto alla riduzione delle emissioni di CO2 e all’uso efficiente delle risorse. Il presidente del Cluster Spring è Catia Bastioli, Amministratore delegato Novamont.

 

Le votazioni del Consiglio direttivo, presso la sede del Banco di Napoli, sono avvenute precedentemente all’Assemblea annuale del Cluster, che ha rappresentato un importante momento di aggiornamento sulle iniziative svolte dal Cluster e di bilancio dei risultati raggiunti, oltre che una occasione di condivisione dei punti chiave del draft del Piano di Azione Triennale di Spring, documento programmatico-strategico richiesto a tutti i Cluster Tecnologici Nazionali dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

Un focus particolare è stato dedicato al Mezzogiorno e alle potenzialità di sviluppo della bioeconomia, aspetto messo in luce anche dalla scelta di Napoli come sede dell’Assemblea di quest’anno. Secondo un rapporto realizzato dalla Direzione Studi di Intesa Sanpaolo, la bioeconomia in Italia vale 260 miliardi di euro e dà lavoro a circa 1,7 milioni di persone, svolgendo un ruolo essenziale come traino di innovazione e sviluppo sostenibile, consentendo di portare sul mercato nuovi prodotti che presentano nel corso della loro vita performance migliorative rispetto a prodotti tradizionali o che permettono migliori opzioni di smaltimento.

 

Concia: Gruppo Mastrotto investe 15 milioni per un nuovo stabilimento in Toscana
Concia: Gruppo Mastrotto investe 15 milioni per un nuovo stabilimento in Toscana

Da Arzignano alla provincia di Pisa, il Gruppo Mastrotto apre un nuovo stabilimento per la concia delle pelli di bovino. Un investimento da 15 milioni di euro che porterà alla costruzione di una conceria a Santa Croce sull’Arno, che darà lavoro a una cinquantina di addetti e i cui lavori dovrebbero concludersi nella prima parte del 2019. Uno stabilimento “green” con un impianto fotovoltaico sul tetto, grande il doppio delle dimensioni minime richieste dalla legge, e al cui interno circoleranno esclusivamente mezzo di trasporto elettrici. Lo stabilimento, con una superficie coperta di circa 12 mila metri quadri, rientra nel piano industriale del prossimo triennio, improntato alla crescita sui mercati internazionali, supportato da un importante piano di investimenti.

La scelta del nuovo non è casuale, perché la cittadina toscana è al centro di un importante distretto conciario con quasi due secoli di storia. Ma è stata anche facilitata da un territorio favorevole agli investimenti: «A Santa Croce abbiamo trovato la lungimiranza delle amministrazioni locali nel favorire nuovi insediamenti industriali – afferma Santo Mastrotto, fondatore insieme al fratello Bruno del gruppo conciario – ed un’eccellenza nella gestione delle tematiche ambientali e nella depurazione industriale».

 

«Pensiamo di poter esprimere sul territorio di Santa Croce non solo occupazione, ma anche gli altri nostri punti di forza quali organizzazione, know-how, tecnologia e rispetto per l’ambiente – spiega Santo Mastrotto – ed inoltre pensiamo di poter imparare molto da un distretto e da una storia conciaria, quella toscana, di grande prestigio, che ha reso importante la pelle italiana nel mondo e ai quali guardiamo con grande rispetto. Riteniamo che questa “contaminazione” tra un grande gruppo industriale come il nostro e la realtà industriale toscana, rappresenti un’operazione coraggiosa, visto l’importo dell’investimento previsto sul territorio italiano che rappresenta ormai una rarità nel panorama imprenditoriale del nostro Paese, che tende a guardare sempre più spesso all’estero e a delocalizzare. Siamo anche convinti che possa tracciare un percorso virtuoso, a suo modo storico ed avanguardista, per il legame che andrà a creare tra i due principali distretti italiani della concia».

 

Fonte: Veneto Economia

 

Ambiente: meglio le pellicce vere che quelle sintetiche
Ambiente: meglio le pellicce vere che quelle sintetiche

Negli ultimi sei mesi hanno detto che non produrranno più vere pellicce Gucci, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, Furla, John Galliano e Donna Karan, mentre Tom Ford e Givenchy hanno sostituito le pelli esotiche con pelo sintetico, montone e pelli bovine – considerate più etiche in quanto scarti dell’industria alimentare. Il sito di e-commerce di lusso Yoox non le vende più da un anno e sul prossimo numero della rivista InStyle la direttrice Laura Brown spiegherà in un articolo perché non ha mai pubblicato foto di pellicce dal suo arrivo, nel 2016. Intanto dal 2019 ne sarà vietata la vendita a San Francisco, mentre la Norvegia ha approvato una legge per chiudere i suoi allevamenti di animali da pelliccia entro il 2025.

 

 

 

Per ottenere questi risultati ci sono voluti vent’anni di manifestazioni e campagne di sensibilizzazione, iniziate negli anni Novanta con modelle che si rifiutavano di indossare pelli di animali e animalisti che protestavano alle sfilate di Calvin Klein o che lanciavano alla direttrice di Vogue americano Anna Wintour, grande appassionata di pellicce, torte di tofu. Ora il dibattito si è spostato un po’ più in là, allargandosi non solo alle preoccupazioni degli animalisti ma cercando di capire se le pellicce sintetiche siano da preferire a quelle naturali: in molti, tra stilisti e ambientalisti, sono convinti di no.

 

Per prima cosa le pellicce sintetiche sono fatte di acrilico che ha bisogno di centinaia di anni per essere smaltito in una discarica, contrariamente a quelle di pelo vero che sono biodegradabili, si smaltiscono in pochi anni e si possono riciclare. In generale le microfibre sono molto dannose e diversi studi hanno mostrato che le piccole particelle che le compongono si disperdono nell’acqua del lavaggio dei capi, e se non vengono filtrate finiscono negli oceani, nei corsi d’acqua e ingerite dai pesci e dagli altri animali acquatici. L’impatto può essere un po’ contenuto con particolari tipi di lavatrici, come quelle che si caricano frontalmente, e con tessuti di migliore qualità; Patagonia, nota azienda di abbigliamento attenta all’ambiente, vende una borsa per la lavatrice che aiuta a intrappolare le fibre.

 

Keith Kaplan, responsabile delle comunicazioni della Fur Information Council of America – un’associazione americana dedicata alle pellicce – ha parlato a Fashionista  del tema dell’inquinamento prodotto dalle pellicce. Ha detto che quelle sintetiche sono molto inquinanti, mentre quelle di pelo vero aiutano a mantenere l’ecosistema di alcuni posti e a garantire profitti economici alle popolazioni indigene, che possono continuare a cacciare animali selvatici come volpi, castori e coyote.

 

Molti ambientalisti pensano che le pellicce sintetiche non siano la soluzione, ma sostengono che quelle di pelo vero siano ancora più dannose per l’ambiente: per le emissioni di anidride carbonica legate all’allevamento degli animali, per il letame scaricato nei laghi e nei fiumi, per la formaldeide e altri materiali tossici usati per conciare e tingere. Inoltre le trappole per cacciare gli animali selvatici finiscono per catturare anche gli animali domestici come gatti, cani, uccelli e piccoli mammiferi.

 

Un altro aspetto da prendere in considerazione è la qualità della pelliccia e per quanto tempo la si potrà indossare prima di gettarla e sostituirla con una nuova: per questo – secondo qualcuno – sarebbe meglio comprare una pelliccia sintetica di alta qualità oppure una pelliccia di animale, i modelli più duraturi. Chi preferisce il pelo vero può optare per una in montone o pelo di agnello, che sono comunque allevati per l’industria alimentare e non solo per il pelo, come succede invece per le volpi e gli ermellini: l’impatto ambientale è minore, così come i problemi etici legati all’uso del pelo.

 

In questo panorama, sempre più stilisti e aziende stanno cercando soluzioni per ridurre i danni ambientali e contenere le preoccupazioni morali. Nel 2017 lo stilista Kym Canter ha venduto tutte le sue 26 pellicce e fondato House of Fluff, che realizza pellicce con materiali biodegradabili, riciclati o usando solo tessuti e pellami provenienti dall’Europa, dove le regole sulle emissioni di anidride carbonica sono più restrittive che in paesi come la Cina. La londinese Shrimps realizza cappotti in pelliccia finta e finta pelle vegana. Il marchio australiano Unreal Fur vende giacche in pelliccia dai prezzi accessibili ma di buona qualità e quindi molto durature.

 

Altri rifiutano consapevolmente le pellicce sintetiche. La marca londinese Mou, per esempio, le considera “inquinanti e non biodegradabili”. Inoltre, sostiene Mou, non sono traspiranti e causano cattivi odori che spesso restano attaccati al tessuto, portando chi le indossa a gettarle prima che siano davvero usurate. Le pellicce vendute da Mou sono invece di pecora, antilope, agnello, vitello e coniglio: derivano dagli scarti dell’industria alimentare e possono durare più di trent’anni. Aurora James di Brother Vellies, un marchio di scarpe e borse attento all’ambiente, vende solo vestiti e oggetti in pelle e pelliccia animale, con il compromesso di usare pelo di conigli allevati all’aperto e di animali esotici allevati, e coloranti naturali.

 

In tutto questo è difficile che la moda delle pellicce e degli inserti in pelo finisca a breve: piace molto ai più giovani e agli adolescenti, tra i principali clienti del mondo della moda; in particolare il mercato mondiale delle pellicce, stando ai dati dell’anno 2012-2013, vale 40 miliardi di dollari, circa 33 miliardi di euro.

 

Confindustria Avellino, UNIC  e SSIP: iniziativa congiunta per il Distretto di Solofra
Confindustria Avellino, UNIC  e SSIP: iniziativa congiunta per il Distretto di Solofra

Lunedì 23 aprile si terrà un incontro rivolto alle aziende conciarie del Distretto di Solofra, organizzato dalla Confindustria Avellino – Sezione Conciatori, UNIC  e Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli.

 

L’iniziativa  consiste in una prima serie di incontri in cui saranno affrontati gli argomenti più attuali in materia conciaria, quali: autorizzazioni ambientali nel settore conciario e criticità sul territorio, sostenibilità con impegno etico ed opportunità di business, strumenti di finanziamento e formazione continua. 

 

L’iniziativa congiunta rientra appieno nella mission della Stazione Sperimentale, che intende mettere a servizio della categoria una molteplicità di competenze ed esperienze, ed è un esempio virtuoso dell’attenzione riservata alle concerie di Solofra dalle associazioni imprenditoriali Confindustria Avellino e UNIC.

 

Nell’ambito delle tematiche individuate, le aziende partecipanti sono poi coinvolte in prima linea ad indicare gli argomenti che intendono approfondire ed a cui saranno dedicate altre occasioni di incontro. Le aziende sono invitate alla presentazione lunedì 23 aprile alle ore 17:30 a Solofra, presso la sede UNIC al Centro ASI.

 

Gli uffici della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti osserveranno i seguenti periodi di chiusura per le ferie estive:

 

 

 

Vi auguriamo buone vacanze

 

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