SSIP: Studio sulla riduzione dell’impatto ambientale pubblicato dal “Journal of Cleaner Production”

Il “Journal of Cleaner Production”, rivista internazionale di alta caratura dedicata all’ambiente e alla sostenibilità, ha deciso di inserire nella sua ultima pubblicazione il lavoro di un’equipe scientifica tra cui spicca la dottoressa Claudia Florio, chimico in forze alla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli di Napoli. Lo studio, contenuto nel volume 175 della rivista, è intitolato “Principles of minimal wrecking and maximum separation of solid waste to innovate tanning industries and reduce their environmental impact: The case of paperboard manufacture” (Principi di demolizione minima e massima separazione dei rifiuti solidi per innovare le industrie conciarie e ridurre il loro impatto ambientale: il caso della fabbricazione del cartone) ha visto coinvolto un team composto dalla già citata Florio, Gennaro Bufalo, Giuseppe Cinelli, Francesco Lopez, Francesca Cuomo e Luigi Ambrosone. L’argomento principale è attinente al tema della valorizzazione degli scarti conciari nell’ottica dell’economia circolare, un tema sempre di gran spicco al livello internazionale e nel quale da sempre il compartimento scientifico della SSIP investe grande impegno.

LO STUDIO – I rifiuti di cuoio solido possono essere considerati come un materiale composito altamente strutturato la cui organizzazione è intimamente connessa con le fibre di collagene. Qualsiasi processo volto a distruggere tale struttura è economicamente ed energeticamente svantaggioso. Un approccio più economico sarebbe quindi quello di riutilizzare i rifiuti di cuoio solido evitando la fase di demolizione: Principio di demolizione minima. La massima efficienza del metodo può essere raggiunta se la separazione dei rifiuti è così sottile da rendere ogni rifiuto un sistema omogeneo, cioè materia prima per una nuova produzione: Principio della separazione massima. Questi principi generali sono stati applicati per trattare i rifiuti di cuoio solido da un’industria della pelle bovina che produce suole e tomaie dove il processo di separazione è stato perfezionato fino alla fase di tintura. Le fibre di collagene dei rifiuti di pelle sono state classificate in base alla lunghezza e la loro compatibilità con la cellulosa è stata monitorata morfologicamente tramite microscopia elettronica e analizzata quantitativamente attraverso test fisici. Il grado di compatibilità era tale da non richiedere un pretrattamento chimico del materiale. In tal modo diversi sistemi ternari composti da giornali misti, giornali e scarti di cuoio di fibre lunghe a composizione diversa, sono stati preparati per una semplice miscelazione. Per ogni formulazione è stato prodotto un tipo di cartone le cui prestazioni meccaniche sono state testate in base alle raccomandazioni ISO. Inoltre, i test di rilascio hanno dimostrato la completa assenza di Cr (VI) in tale materiale. Trasformare i rifiuti di cuoio solido in nuove materie prime aumenta il ciclo di vita del materiale e riduce drasticamente il suo impatto ambientale.

Il lavoro è temporaneamente disponibile in versione integrale sul portale Elsevier, al seguente link

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